Una prima versione ampliata del tradizionale Gioco della Trasformazione è quella del Gioco a Squadre, che vede la partecipazione di un numero di giocatori che varia da 9 a 20, con la presenza di uno o due facilitatori a seconda del numero di partecipanti.
In genere i seminari di questa versione del Gioco di Gruppo durano dai 3 ai 5 giorni, fino ad arrivare ad una settimana. Per un maggiore coinvolgimento dei partecipanti sono particolarmente piacevoli ed intensi quando si svolgono in forma residenziale, soprattutto se in qualche bella località immersa nella natura.
Sebbene si utilizzino le stesse carte disponibili nella versione da tavolo, il modo in cui il Gioco a Squadre si svolge è molto differente. I partecipanti vengono infatti suddivisi in squadre, costituite da un numero variabile di giocatori da 2 a 5. Con 12 giocatori, ad esempio, si possono formare 3 o 4 “squadre di gioco”.
All’interno di ogni squadra, ciascuno dei partecipanti si alterna, nel corso dell’esperienza, nel ruolo di giocatore che tira il dado e si muove lungo il percorso.
Le dinamiche, attraverso cui i giocatori si scelgono o ‘si riconoscono’ per formare la squadra all’interno della quale fare la propria esperienza, sono articolate e molto interessanti.
Completata questa operazione iniziale, ogni gruppo si prenderà del tempo per lavorare separatamente, così da consentire ai propri componenti di familiarizzare tra loro ed identificare i propri propositi di gioco: il Proposito relativo a ciò che vuole Ricevere ed il Proposito relativo a ciò che intende Dare nell’esperienza.
I propositi delle squadre, come per la versione da tavolo, sono il fondamento del Gioco. Essi rappresentano l’intento del giocatore, ma in questa versione diventano il tema comune che tutti i membri della quadra desiderano approfondire ed attorno al quale intendono sviluppare un miglioramento personale oltre che la crescita della squadra di cui sono parte.
Terminata questa fase iniziale, le squadre si posizionano attorno al percorso, presentano i propri intenti e riempiono a turno la propria Busta dell’Inconscio di Gruppo con un determinato numero di Angeli, Risorse ed Ostacoli: le informazioni inconsce – ricchezze personali, potenzialità, difficoltà, cecità, inciampi, ma anche aiuti sottili, sorprese, fonti di ispirazione, ecc.
È lungo il percorso che le squadre scoprono letteralmente ed in modo esperienziale le loro carte ed il loro contenuto, attraverso quattro livelli di gioco – fisico, emozionale, mentale e spirituale – promuovendo in sé movimenti psicodinamici di chiarificazione e consapevolezza.
Il giocatore di turno tira il dado e processa la dinamica offerta dalla casella del percorso in cui si muove. A questo giocatore viene chiesto di essere vero, di portare nel gioco la sua personale esperienza di vita.
È questo che rende vivo il gioco ed è questo il motivo per cui è importate che il giocatore si assuma la responsabilità di ciò che accade nel gioco per lui e attorno a lui, mentre il resto della squadra rimane ‘in panchina’ (pur essendo coinvolta, anche se in maniera differente, con l’importante ruolo di dare sostegno ed ascolto al suo giocatore, di amplificare l’esperienza di vita che apporta, di aiutarlo/la in momenti di difficoltà, creando uno spazio di fiducia e di celebrazione quando il giocatore trova in sé nuove risorse e strade).
Il cambio di turno del giocatore viene stabilito all’interno di ogni singola squadra: può cambiare ad ogni turno di gioco o secondo l’ispirazione della squadra.
In questa complessa sinergia all’interno della squadra, oltre che tra le squadre, i propositi si dispiegano mettendo in evidenza la ricchezza umana dei giocatori. Si tratta di una forma di gioco che riesce ad unire divertimento e dinamicità ampliando la visione personale e favorendo un grande “stretching” interiore per tutti.
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