![]() |
|
| HomePage | Isabella Popani | Conferenze | Per-Corsi | Il Gioco della Trasformazione® | Link | Contatto |
|
(liberamente tratto dal libro “Il Gioco della Trasformazione” di Isabella Popani, in accompagnamento al Gioco in scatola, ed. Il Punto d'Incontro).
Joy Drake era membro della Findhorn Foundation da diverso tempo e ben sapeva come quel luogo fosse di per sé un luogo di crescita come ne esistono pochi al mondo. Così nacque in lei il desiderio di dare vita ad uno strumento che desse la possibilità di imparare le lezioni e ricevere gli stimoli che l’ambiente di Findhorn può mettere a disposizione, senza dovercisi recare e rimanere per almeno tre anni. In un suo articolo del 1985 spiegò come il processo che portò al Gioco originale “fu lento e graduale e si sviluppò in un percorso di fede cieca nella mia intuizione. Nessuno, tanto meno io, poteva comprendere cosa fosse questa cosa che era contemporaneamente ossessione, gioco, hobby… Mi sentivo nel flusso, come se stessi facendo qualcosa di veramente profondo… So che questo vi sembrerà ridicolo, ma è così che mi sentivo dentro. Tutto emerse organicamente, con sudore, gioia, amicizia e lacrime: il germoglio di un impulso planetario più ampio che, in n modo o nell’altro, tutti quanti sentiamo.” E prosegue: “Fu un lavoro duro, rigoroso, faticoso. Il risultato fu una combinazione tra gioco e seminario, con una magica fusione del più alto livello di compassione e intelligenza con saggezza e integrità. Il contesto di estremo sostegno che offriva, faceva sì che si potesse raggiungere una profonda comprensione ed accettazione di se stessi e del processo di cambiamento che stava avvenendo. Il Gioco era in grado di riflettere con incredibile chiarezza la vita dei giocatori: le loro crisi, le loro sofferenze e limitazioni, le loro celebrazioni, la loro gioia, i loro miracoli. Continuò ad avere il nostro interesse ed attrasse un gruppo iniziale di guide e giocatori, sostenitori. Così, in sordina, quello che inizialmente era un passatempo al quale veniva dedicato il nostro tempo libero, divenne un programma di lavoro a tempo pieno, che si estese a dismisura nel momento in cui lasciammo che la potenza ed il potenziale del Gioco si esprimesse”. Quello che oggi chiamiamo Gioco della Trasformazione germinò nel gennaio 1977, ma non nacque subito come gioco in scatola. La prima versione di gioco è quella che ancora oggi è nota col nome di “Gioco Planetario”, coinvolge molti giocatori (da 20 a 100) ed un numero di guide proporzionale a quello dei partecipanti, così da creare un’adeguata rete di sostegno. Il percorso è rappresentato da un tracciato posto sul pavimento, sopra al quale i giocatori si muovono fisicamente, proseguendo da una casella all’altra per esplorare le varie opportunità di connettersi con tutti gli aspetti della vita e per lavorare creativamente in aree che sono fonte di preoccupazione a livello personale e planetario. Nell’ottobre 1978 si tenne per la prima volta il seminario con la versione da tavolo del Gioco, che coinvolgeva cinque giocatori e due guide, una delle quali con il ruolo di “cronista”, della durata di una settimana. Questa versione di gioco molto si avvicina alla versione di Gioco in scatola quando guidata da un facilitatore accreditato. |