VUOI GIOCARE CON ME?

No, non è la richiesta di un bimbo che vuole attenzione. È piuttosto la chiamata ad un adulto perché prenda coscienza della propria vita e di come ... la gioca.

Dopo aver scelto i propositi di gioco, il passo successivo è quello di nascere e vivere. Ed è proprio nel vivere — che è la stessa cosa di giocare — che si scoprono gli ostacoli che impediscono o rallentano la realizzazione di quei propositi e le risorse che invece ne facilitano l’attuazione.

Innanzitutto il Gioco è uno strumento per conoscersi ed esplorarsi in un ambiente di non giudizio e di rispetto reciproco all’interno di un gruppo limitato di persone (massimo 6 giocatori). Il contesto in cui si lavora è non competitivo: non c’è nessuno che vince o che perde, ma ognuno sostiene l’altro nel proprio processo di crescita. Le guide hanno la funzione di condurre i giocatori attraverso le complesse regole del gioco, oltre che fare da vettori dell’energia che viene da quello che chiamiamo “Deva” o Angelo del Gioco.

Insomma, quello che avviene in realtà è che, partendo dall’obiettivo iniziale, ciascuno lavora su di sé per pulire tutto ciò che gli impedisce di realizzarlo ed impara a riconoscere le proprie potenzialità in modo da poterle usare consapevolmente.

Non c’è una regola sul tipo di proposito che una persona può avere. Ci sono persone che hanno l’esigenza di lavorare su temi che potremmo definire spirituali, altre che hanno bisogno di affrontare problematiche di tipo più pratico. Per il Gioco tutto questo non fa differenza. Sono solo i nostri pensieri giudicanti che fanno dire che un tema è spirituale e l’altro no.

Le varie tematiche vengono affrontate su vari livelli: fisico, emotivo, mentale, spirituale, per permettere di comprendere meglio, ad esempio, se a limitarci è la nostra mente o i nostri pensieri, oppure in che modo possiamo usare i messaggi che vengono dalle nostre emozioni, e così via.

L’immediatezza delle risposte è davvero sorprendente.

Doveva chiamarsi, inizialmente, ‘Il Gioco della Vita’, ma l’omonimia con un gioco tibetano ne fece modificare il titolo. In fondo la vita non è forse un continuo processo di trasformazione?

 

Si può fare esperienza del Gioco della Trasformazione nelle sue varie versioni.

 

Il Gioco Planetario:

è una versione che ha, come proposito di gioco, un obiettivo planetario e prevede un numero di partecipanti che può superare il centinaio di persone che si suddividono poi in famiglie di gioco, ciascuna delle quali ha un proprio obiettivo specifico. All’interno della famiglia, ogni partecipante ha poi un suo proposito di gioco personale. Ovviamente i vari propositi di gioco sono collegati tra loro per cui, ad esempio, se l’obiettivo planetario è portare la pace nel mondo, il mio obiettivo personale può essere il comprendere quale può essere nell’ambito educativo il mio contributo personale alla pace nel mondo.

La mia esperienza personale, con questa versione di gioco, è quella del più grande servizio che si possa recare al pianeta e all’intera popolazione che lo abita. Ho potuto sentire la mia connessione con il grande tutto, comprendendo come la mia vita è collegata con quella di tutti gli altri, e prendendo consapevolezza del fatto che se voglio cambiare il mondo posso solo incominciare con me stessa.

Il prossimo Gioco Planetario si svolgerà a Findhorn dal 2 al 8 luglio 2016 in celebrazione dei 40 anni del Gioco.


Il Gioco da tavolo:

prevede la partecipazione di cinque giocatori e due guide, e dura non meno di tre giorni e mezzo durante i quali i giocatori lavorano su due propositi di gioco e su sette livelli. In genere si svolge a Findhorn, in inglese.

 

Il Gioco in scatola:

Non più disponibile in italiano, ma acquistabile in inglese, è l’ultima versione nata ed è anche la più semplice da giocare, poiché contiene le regole di base che permettono di giocare con amici o parenti. Si presenta come un gioco di società, anche se dai contenuti un po’ diversi, per trascorrere del tempo di qualità con le persone che ci sono più vicine nella vita.

Chi tuttavia volesse approfondirne l’esperienza, può rivolgersi a ‘facilitatori accreditati’ che, avendo fatto come me un apposito corso di formazione, utilizzano regole di gioco diverse ed ampliate per condurre i giocatori a livelli di consapevolezza molto più profondi, così da renderlo molto simile alla versione da tavolo che viene proposta solo a Findhorn e in lingua inglese.

Solo i facilitatori accreditati sono abilitati ad utilizzare il gioco in modo professionale.

La durata è variabile e va dalle 3 ore circa per una sessione individuale a mezza giornata con due giocatori fino a uno o due giorni per le esperienze di gruppo.

Tutti abbiamo degli obiettivi da raggiungere, ad esempio imparare a vivere più serenamente ed in pace nonostante il frastuono della vita quotidiana. Se vuoi imparare a conoscerti in modo nuovo, o se solo vuoi realizzare qualcosa e non sai come, perché non vieni a giocare con me? (date e luoghi dei corsi)

Il Gioco di Gruppo:

Questa versione allargata si gioca in squadre composte ciascuna da 3 a 5 persone, su percorso posto sul pavimento.

Il Gioco di Gruppo è un grande processo di apprendimento collaborativo, che offre l'opportunità, unica nel suo genere, di lavorare a due livelli: personale e di gruppo. continua....

I GIOCHI DI FINDHORN

Playful self-discovery ... ovvero

"Giocando si Impara"

 

 

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